Con l’approfondimento del 24 febbraio 2020, la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha ragionato sui diversi casi di assenza del lavoratore che possono verificarsi nell’ambito dell’emergenza dovuta al Coronavirus, nonché sulle possibili decisioni aziendali di chiusura delle strutture e sulle conseguenze economiche che possono verificarsi.

Le ipotesi prese in considerazione dal documento ed esaminate dalla Fondazione riguardano:

a) le assenze dal lavoro in seguito a provvedimento della pubblica autorità, ipotesi nella quale il lavoratore mantiene il diritto alla retribuzione e/o l’azienda può, stipulando un accordo col lavoratore e depositando una comunicazione sul portale del Ministero del lavoro, proporre al dipendente lo svolgimento dell’attività lavorativa nella forma dello smart working;

b) la sospensione dell’attività aziendale, ipotesi in cui sempre il lavoratore mantiene il diritto alla retribuzione, con riconoscimento dell’accesso alla Cassa Integrazione Guadagni;

c) la quarantena obbligatoria, che rientra nella malattia, e la quarantena volontaria, che rientra nei casi di assenza a causa di prescrizioni d’urgenza;

d) altre tipologie di assenze, che devono considerarsi ingiustificate.

Si allega il provvedimento integrale della Fondazione e si ringrazia per la segnalazione il Consulente del Lavoro di riferimento dello Studio, Danilo Costi.

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